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Industria 5.0: una...

Industria 5.0: una visione socialmente sostenibile dell’industria 4.0

Industria 5.0: una visione socialmente sostenibile dell’industria 4.0

24 gen, 22

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L’industria 5.0 si propone di affiancare ed estendere il paradigma dell’industria 4.0 per andare oltre la sua dimensione tecno-economica. 
L’obiettivo è sostenere e promuovere una visione basata su un’industria umano-centrica, sostenibile e resiliente, in cui gli impatti sociali della crescita possano produrre un benessere diffuso.
La Commissione Europea ha pubblicato un dettagliato report che definisce gli estremi dell’Industria 5.0, un’azione complementare all’industria 4.0 per valutare gli impatti sociali del cambiamento, indirizzando la crescita nella direzione del benessere diffuso.
L’industria 5.0 intende promuovere uno scenario produttivo umano-centrico, sostenibile e resiliente.
La Commissione Europea intende sostenere l’industria 5.0 con i finanziamenti dei programmi Horizon e una serie di iniziative di comunicazione utili a sensibilizzare e coinvolgere tutti gli attori del cambiamento.
Secondo la Commissione Europea “L’Industria 5.0 riconosce la capacità dell’industria nel raggiungere obiettivi sociali oltre il lavoro e la crescita, per diventare un canale di ricchezza resiliente, con una manifattura che rispetta le risorse del pianeta e pone il benessere dei lavoratori al centro del processo produttivo”.
Tale definizione non rappresenta pertanto la volontà di succedere all’industria 4.0. Il suo obiettivo dichiarato è piuttosto rendersi complementare ad un paradigma marcatamente tecnico-economico per estendere i concetti dell’industria 4.0 nella direzione di un futuro sostenibile dal punto di vista sociale ed ambientale.

  1.     Industria umano-centrica: consiste nell’assumere un approccio capace di mettere l’uomo al centro dei processi produttivi, utilizzando di conseguenza le tecnologie abilitanti del paradigma industria 4.0. 
  2.     Industria resiliente: l’industria 5.0 si pone quale obiettivo quello di rendere più solida, nel complesso, la produzione industriale, per evitare le problematiche che gli inevitabili momenti di crisi a livello geopolitico o naturale finiscono inevitabilmente per generare a livello globale. Per raggiungere questo obiettivo è necessario ripensare profondamente la catena di valore delle forniture, grazie a modelli di produzione realmente capaci di produrre in funzione della domanda, oltre a privilegiare l’azione dei comparti locali e l’autonomia dell’industria europea.
  3.   Industria sostenibile: crisi come il global warning ci mettono in guardia sugli effetti che lo sfruttamento intensivo è capace di produrre nei cambiamenti climatici, con conseguenze anche drammatiche per le società che vivono sul pianeta. La direzione di un’industria sostenibile deve fare propri quei principi di economia circolare, riuso e riciclo per ridurre l’inquinamento e lo spreco di risorse, attraverso il contenimento dei consumi energetici e l’uso delle fonti rinnovabili. Il rispetto del pianeta è oggi agevolato dalle tecnologie emergenti, come dimostra la capacità predittiva dell’intelligenza artificiale nell’ottimizzare l’efficienza delle risorse nei processi produttivi.

L’industria 5.0 promuove uno scenario di innovazione responsabile, in cui i benefit della crescita siano effettivamente tali per tutti i soggetti coinvolti: gli investitori, i lavoratori, i consumatori, la società e l’ambiente.
Il programma Horizon ha finanziato, a sua volta, alcuni programmi focalizzati sulla human-machine collaboration, mentre i bandi del nuovo ciclo si apprestano ad ampliare la misura di sostegno favorevole alla diffusione dei principi dell’industria 5.0.
Tra i prossimi passi che la Commissione Europea intende attivare, oltre al supporto economico per le iniziative pilota, emerge in maniera significativa l’azione della European Research Area Communication, con la volontà di comunicare e sensibilizzare in merito ai principi fondamentali dell’industria 5.0